Tanker Enemy Meteo – Chemtrails forecast meteo: Polimeri aeronautici: ancora preoccupante disinformazione

Tanker Enemy Meteo – Chemtrails forecast meteo: Polimeri aeronautici: ancora preoccupante disinformazione.

Polimeri aeronautici: ancora preoccupante disinformazione

 

Prosegue la disinformazione ad opera delle istituzioni nonché dei media di regime. Infatti, dopo lesconcertanti e menzognere affermazioni del falso profeta Adam Kadmon a “Mistero” su Italia Uno ed il deprecabile servizio all’interno del format di Rai Tre “Chi l’ha visto?”, ecco che, a seguito di un’interrogazione di un consigliere comunale leghista, spuntano le solite dichiarazioni volte a tranquillizzare i cittadini poco attenti, in merito alla presenza di polimeri di ricaduta. Sono polimeri che sono peraltro già stati analizzati in innumerevoli occasioni a partire sin dal 1999: essi sono senza dubbio di origine artificiale.

Stando alle dichiarazioni dell’A.R.P.A.M., chiamata in causa sulla questione, i filamenti di ricaduta sarebbero innocui. La notizia è stata rilanciata anche dal TG di Canale 5. Sul sito anconatoday.itleggiamo già nel titolo il rassicurante verdetto:

Ragnatele dal cielo, la Regione risponde: “Nessun pericolo, i filamenti sono innocui”

Non si tratterebbe di sostanze chimiche dannose ma, al contrario, i filamenti bianchi simili a ragnatele scesi dal cielo lo scorso ottobre sarebbero innocui. Il fenomeno aveva interessato diverse località nelle Marche, nel centro Italia ma anche in diversi Paesi europei destando molta preoccupazione. E’ stato l’assessore all’Ambiente Maura Malaspina a riportare oggi in Consiglio regionale, i dati relativi alle analisi sui campioni di “capelli d’angelo” commissionati dalla Regione Marche all’Ars e all’Arpam a seguito di un’interrogazione del consigliere Roberto Zaffini, Lega Nord“.


I filamenti prodotti dal passaggio di aerei civili e militari a bassa quota, invece, da che cosa sono composti?

I filamenti consistono di una moltitudine di fasci di fibre e risultano composti principalmente di carbonio. Le singole fibre hanno un diametro di circa 100 nm. Altre particelle con dimensioni tra i 10 micron e 0,01 micron sono state osservate nelle fibre. I principali elementi rilevati sono stati il silicio, l’alluminio, il ferro, il calcio, il sodio, il cloro ed il magnesio. Le fibre dei campioni sono fasci di nanofibre. Altre fibre sottoposte ad analisi contengono soprattutto calcio, sodio e magnesio.

Nel 2012 i filamenti di ricaduta sono stati analizzati da un laboratorio certificato francese.

I dati sono stati interpretati ed i risultati sono descritti in questo rapporto analitico. Tali filamenti aviodispersi sono polimeri organici complessi a base di composti chimici sintetici, come dimostra l’analisi eseguita su molti prodotti della loro decomposizione termica, tra cui diverse molecole che si trovano comunemente nei carburanti e nei lubrificanti per motori aeronautici. I quattro campioni studiati contengono diversi composti aromatici sintetici tossici (ftalati) e tre di essi includono DEHP, un rappresentante di questa famiglia di prodotti particolarmente temuto per la sua proprietà d’interferente endocrino. Tutte le molecole organiche, in particolare composti eterociclici, presenti nei campioni di “filamenti aerodispersi” sono fonte di preoccupazione, sia in termini di salute pubblica sia per il loro impatto ambientale. I tecnici francesi scrivono: “Riteniamo che questi filamenti potrebbero derivare dalla ricombinazione di sostanze rilasciate nell’atmosfera dai motori degli aerei“.

Qui il documento di analisi originale.
Qui l’articolo incentrato sulla questione.

Appare a questo punto interessante la lettura di un intervento su un forum di soggetti in qualche modo addentro alle tematiche relative ai carburanti aeronautici. Leggiamo…

Oggetto del messaggio: Re: Carburante JET A 1 Messaggio Inviato: 21/02/2009, 13:08

Una precisazione circa gli additivi, oltre all’antigelo, all’antistatico etc…, ce ne sono altri che hanno lo scopo precauzionale di evitare la formazione di perossidi e polimeri gommosi (= possibili ostruzioni di filtri, ugelli, valvole…), dovuti alla reazione con l’ossigeno dell’aria e metalli eventualmente presenti che potrebbero catalizzare la reazione. Anche se nei serbatoi di cui mi hai parlato credo non sia prevista l’inertizzazione con azoto, l’ossigeno dovrebbe essere presente. La presenza di metalli non può essere esclusa a priori (sebbene in poche ppm o ppb, cioè concentrazioni molto basse). Sono pertanto previsti sia additivi antiossidanti sia additivi che inibiscono l’azione catalitica dei metalli eventualmente presenti. Il prodotto certificato contiene sicuramente tali additivi, la cui durata sarà sicuramente adeguata a fronte di periodi di stoccaggio relativamente lunghi. Devi considerare che in caso di mancanza dell’additivo non si verifica una polimerizzazione di massa, con presenza di “pezzi di gomma” all’interno del serbatoio. Sono previsti dei filtri nel sistema di travaso?


I carburanti contengono idrocarburi non saturi e sono pertanto soggetti all’ossidazione la quale determina un peggioramento del combustibile, reso manifesto dalla formazione di gomme, sviluppo di colore ed abbassamento del numero di ottani. La polimerizzazione implica la formazione di catene. Da qui i filamenti di ricaduta.

In effetti condurre accertamenti su questo tipo di campioni richiede settimane e ciò ci induce a pensare che, in realtà, nessun test è stato compiuto sui polimeri di ricaduta. A pensar male, alle volte, si fa peccato, ma ci si azzecca. O no?

Vorremmo che l’A.R.P.A.M. ci mostrasse i risultati delle analisi che, a detta dei responsabili, sono state eseguite sui filamenti di ricaduta. Se sono innocui, perché non ci dicono da che cosa sono composti? Esigiamo le prove di quanto asserito. E’ troppo? 


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NOTA: Le condizioni meteo e le attività di aerosol clandestine sono previste in base alle informazioni indirettamente fornite dal Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare. Dati a loro volta incrociati con le previsioni fornite dai portali meteo che sono debitamente informati delle operazioni di geoingegneria clandestina sul territorio italiano ad opera dei militari. 

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